martedì 6 settembre 2011

Fukushima... fonte Yahoo News

Naoto Matsumura è l’ultimo dei cittadini di Tomioka a camminare per i campi del paese, un tempo rigogliosi, pieni di fiori. Ora si vedono solo carcasse di mucche in decomposizione, polli che marciscono e un terribile fetore infesta l’aria. Questo piccolo comune contava 16.000 abitanti: dopo il disastro nucleare di Fukushima dell’11 marzo è rimasto solo lui, un coltivatore di riso, con il solo cane Aki come compagnia.


Naoto Matsumura, l'ultimo abitante di Tomioka vicino a Fukushima Nonostante sia consapevole dei rischi di ammalarsi di cancro, Naoto Matsumura vuole restare a Tomioka. “Se mi arrendo è tutto finito”, dice all’Associated Press. “È mio dovere ed è un mio diritto restare qui”. Matsumura è un’anomalia sociale in un contesto in cui la sfida al potere costituito è rarissima e ciò che conta di più al mondo è il consenso del sistema alle proprie azioni. Eppure lui ha deciso di sfidare tutti, persino la legge che vieta di tornare nelle case dell’area Fukushima Dai-chi, dichiarata off limits dopo che la radioattività ha iniziato a contaminare tutto il territorio. “Stiamo già dimenticando”, dice Matsumura, un uomo solido, di quella robusta costituzione propria dei contadini. “Il resto del paese sta andando avanti. Non vogliono pensare a noi”. Il municipio di Tomioka è stato spostato in un’area più sicura della zona di Fukushima. Lì vivono in alloggi provvisori anche molte altre persone e molte migliaia di sfollati sono sparsi in tutto il paese. Il paese di Matsumura è sigillato dietro una barriera della polizia che indica la zona ad altissimo rischio contagio, considerata troppo pericolosa per la vita umana. E anche se molti ufficiali si recano ogni giorno nella zona per controllare che nessuno faccia ritorno alle proprie case, Naoto Matsumura vive lì senza alcun problema, sconosciuto alle autorità. Lui dice di aver affrontato la polizia un paio di volte, ma - al contrario di quello che prevede la legge - non è stato né arrestato né multato. “Alcune persone sono rimaste”, dice l’uomo. “L’ultimo abitante mi ha lasciato qualche settimana fa e mi ha chiesto di prendermi cura dei suoi gatti". L’ufficiale Tomio Midorikawa ha dichiarato che l’ultimo abitante di Tomioka ha lasciato il paese proprio in concomitanza con la partenza dell’ultimo ospite di Matsumura, ai primi di agosto. Per sopravvivere Matsumura ricorre a due generatori che aziona di notte per approviggionarsi di acqua da un pozzo vicino. Mangia per lo più cibi in scatola, oppure cucina il pesce che pesca lui stesso nel fiume. Un paio di volte al mese si reca in una città vicina con il suo camioncino per rifornirsi di cibo e gas. Si prende cura degli animali rimasti tra cui Aki, che più che un cane assomiglia ad un vero e proprio lupo. “Un paio di volte sono andato a Tokyo per dire ai politici che era uno scandalo lasciare le mucche a marcire e trascurare le tombe dei propri familiari lasciate in paese. Ma loro mi hanno risposto dicendomi semplicemente che, prima di tutto, non dovevo essere lì”. Ad ogni modo anche Matsumura ha cercato di andar via da Tomioka. “Mi sono diretto a casa di una mia parente, credendo che sarei rimasto lì. Ma poi ho pensato che non mi avrebbe mai aperto la porta per paura del contagio. Quindi mi sono diretto verso un centro di evacuazione, ma era pieno. È stato sufficiente a farmi tornare sulla via di casa mia”. Lo tsunami e le sue conseguenze hanno provocato la morte di circa 21.000 persone. La quantità di cesio radioattivo rilasciato nell’area circostante è di 168 volte superiore a quelle di Hiroshima, il che rende l’11 marzo il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl. Un nome questo che incarna perfettamente i timori degli scenziati. Ancora oggi infatti l’area di Chernobyl è priva di vita umana. Inoltre la relazione tra tumori o altri problemi di salute e radiazioni nucleari è ben consolidata: “I contaminati ci saranno ancora per decenni”, spiega Timothy Mousseau, un biologo dell'Università della Carolina del Sud che ha studiato Chernobyl per più di un decennio ed è recentemente tornato da un viaggio di ricerca preliminare per Fukushima. Tuttavia i sindaci di altri paesi giapponesi colpiti dalle radiazioni chiedono che i dati raccolti dopo il disastro vengano utilizzati per fornire indicazioni più precise sulla reale entità della contaminazione, “anche perché milioni di yen sono stati spesi per misurare le radiazioni”. Il governo e la Tokyo Electric Power Co., società che gestisce la centrale di Fukushima, stanno facendo fronte alle perdite delle persone colpite dalla strage nucleare, rimborsandoli. Ad esempio proprio Matsumura ha detto di aver ricevuto 1 milione di yen (circa 7.150 euro), molto meno di quello che avrebbe guadagnato vendendo il suo riso e altri prodotti. “Ci sono ancora molte cose da fare prima di tornare nella nostra città”, ha detto Katsuya Endo, sindaco di Tomioka, “tra cui la decontaminazione e la ricostruzione del nostro sistema di fognature, strade e infrastrutture. Ma dobbiamo mantenere viva la nostra speranza e guardare avanti". Matsumura ora si paragona a quei soldati giapponesi che, anche dopo decine di anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, rifiutavano di arrendersi. “In un primo momento mi sembrava strano essere solo, ma sono deciso: voglio restare”, dice Matsumura. “Mi sto abituando a questa vita”. Appena ha visto cadere un po’ di pioggia, si è diretto alla sua risaia: ha estratto le radici di una pianta di riso dal terrenno, l’ha contorta tra le dita e poi l’ha gettata via sospirando. Niente raccolto quest’anno. O forse mai più.


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