giovedì 29 dicembre 2011

La felicità

Epitteto disse:


"La felicità non consiste nell'acquistare e goderema nel non desiderare nullaperché consiste nell'essere liberi."


Il raggiungimento della felicità dipende dal buon uso della ragione (proiaresi) nel giudicare ciò che serve o non serve (diaresi) per vivere felici. L'uomo deve innanzitutto convincersi che il bene e il male dipendono esclusivamente da lui e dalla sua ragione che deve essere in grado di indicargli che egli non potrà mai raggiungere la felicità se è convinto che il bene consiste nel possesso di oggetti materiali e in qualcosa che altri possono fare per noi o contro di noi.

martedì 13 dicembre 2011

La mia piccola decrescita.

La benzina aumenta... servirà almeno a qualcosa!
Ho cominciato ad usare meno la macchina, ho cominciato ad usare il treno e la mia bicicletta non conosce sosta.
Un pensiero a "caldo": sono più felice!
Provare per credere.

venerdì 11 novembre 2011

Undici, undici, undici


Come potevo rimanere indifferente ad una data cosi particolare, una data che ritornerà solo tra 1000 anni. C'é chi dice che questa data segna l'inizio di un cambiamento epocale, di una svolta per l'umanità. In realtà io penso che il nostro cambiamento si in atto da una vita, credo che sia iniziato dal momento che siamo venuti al mondo, dal momento in cui il primo essere unicellulare si è posto il problema di relazionarsi con un altro essere suo simile.
Adesso, in questo particolare momento storico, qualcuno sta aprendo gli occhi, qualcuno si rende conto che c'é qualcosa che va oltre al denaro che va oltre al telefonino all'ultima moda che va oltre al posto fisso in banca. Si percepisce, sempre da più individui, la volontà di rivolgersi verso abitudini più semplici, un ritorno alla natura, la volontà di dire basta. Basta al consumo sfrenato, basta alle cose futili.
Molti si sono resi conto che siamo "scollati" dalla realtà. Siamo nevrotici, viviamo in una realtà artificiale che non è nostra ma è stata creata per noi da noi. Creiamo realtà così assurde che se un essere umano di solo un secolo fa potesse tornare si farebbe delle sane risate. Pensiamo solo a quanto mangiamo. Mangiamo più di quello che ci serve per sopravvivere e la riprova è che ingrassiamo, allora andiamo in palestra per dimagrire e per poter rimangiare a sazietà.
Quanto siamo buffi!

domenica 6 novembre 2011

Tortino semplice di mele.


Questa era una sfida: mia mamma aveva preparato un tortino alle mele, essendo ancora diffidente verso le preparazioni vegan, ci ha messo le uova. La preparazione era molto semplice e ho pensato di veganizzarla subito subito. Ho naturalmente usato prodotti gluten free perché la possano mangiare tutti!

Ingredienti:
500 gr. di mele
120 gr. di farina gluten free
30 gr. di farina di riso
30 g. di semi di lino
100 gr. di margarina
100 gr. di zucchero integrale di canna
1 cucchiaino di lievito
1 scorza di un limone grattugiato
zucchero a velo
acqua
Procedimento:
Per prima cosa abbiamo preparato il sostituto dell'uovo così come suggerito da CescaQB nella sua Zabra cake con acqua e semi di lino che poi abbiamo lasciato raffreddare in frigo (raggiunge veramente la consistenza dell'albume). Di seguito abbiamo sciolto la margarina in un pentolino e mescolata allo zucchero che avevamo precedentemente frullato con il minipimer per cercare di renderlo più "morbido". Il passo successivo è stato quello di aggiungere la farina e il lievito setacciati, la scorza di limone e le mele sbucciate a fettine sottili, sottili. Se l'impasto sembra ancora un po' colloso aggiungete acqua a piacere, poi abbiamo versato il composto in una "santina"  di alluminio come la foto che segue.

La Santina è una piccola teglia che noi abbiamo ribattezzato con il nome di chi ce l'ha regalata, Santina di nome e di fatto!
Abbiamo messo il composto in forno a 170 gradi per 35 minuti e poi... dopo averla assaggiata ho mandato la foto via mail alla mamma! ;-)

Nella prima foto potete vedere anche un tazza di buon Bancha 番茶 tè verde tostato, ottimo come dopo pasto grazie alle sue qualità digestive. Buona vita a tutti.

mercoledì 21 settembre 2011

Chat e dintorni.

Tutti noi abbiamo bisogno di comunicare!
Le chat, Facebook, i blog e chissà che altre invenzioni ci consentono di esprimere i nostri sentimenti. Ci consentono di comunicare tutto quello che non riusciamo a esprimere con i nostri "normali" canali comunicativi.
Cosa ci impedisce di comunicare liberamente le nostre emozioni?
Perché usiamo un Blog invece di scendere in piazza e urlare i nostri sentimenti?
Sono sicuro che se ci affacciassimo ad un balcone ed urlassimo al mondo le nostre idee molti ci prenderebbero per pazzi.
Invece, scrivendo su di un blog, digitando i nostri pensieri nel cyberspazio in pochi ci crederanno dei pazzi, nel mondo del digitale c'è più libertà di espressione e allora ben vengano blog, forum e social network.



martedì 20 settembre 2011

Bianco o Nero?


Da quando la mia visione del mondo ha cominciato a cambiare non riesco più ha vedere nitidamente il dualismo del bianco e del nero, non vedo più buoni o cattivi. Da sempre, da quando sono arrivato in questa vita, ho creduto di essere nato dalla parte giusta del mondo, ma adesso so che non è così, non ci sono due mondi, il mondo è UNO solo. Riesco a rendermi conto che ogni intemperanza ed interferenza dell'uomo sul naturale corso delle cose causa spesso, se non sempre, grandi squilibri. L'uomo è una grande risorsa e una grande interferenza.
Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di vedere un po' più di mondo facendomi uscire dalla bambagia in cui ho vissuto per molti anni. Ringrazio chi mi ha fatto capire che la maggioranza degli esseri umani vive, non per se stessa, ma per nutrire e per far prosperare una minoranza di uomini oltretutto ignari di questo meccanismo perverso di cui ignorantemente fanno parte.
Mi sono reso conto che risvegliarsi dal torpore, dal medio evo mediatico in cui siamo caduti è bello e triste allo stesso tempo. E' facile rimanere incollati alla ruota come i topolini di un esperimento, non c'è da pensare ed è già tutto bello e servito.
Risvegliarsi è faticoso anche se è l'unica via per rimettersi in gioco.
Buona vita a tutti voi.

martedì 6 settembre 2011

Fukushima... fonte Yahoo News

Naoto Matsumura è l’ultimo dei cittadini di Tomioka a camminare per i campi del paese, un tempo rigogliosi, pieni di fiori. Ora si vedono solo carcasse di mucche in decomposizione, polli che marciscono e un terribile fetore infesta l’aria. Questo piccolo comune contava 16.000 abitanti: dopo il disastro nucleare di Fukushima dell’11 marzo è rimasto solo lui, un coltivatore di riso, con il solo cane Aki come compagnia.


Naoto Matsumura, l'ultimo abitante di Tomioka vicino a Fukushima Nonostante sia consapevole dei rischi di ammalarsi di cancro, Naoto Matsumura vuole restare a Tomioka. “Se mi arrendo è tutto finito”, dice all’Associated Press. “È mio dovere ed è un mio diritto restare qui”. Matsumura è un’anomalia sociale in un contesto in cui la sfida al potere costituito è rarissima e ciò che conta di più al mondo è il consenso del sistema alle proprie azioni. Eppure lui ha deciso di sfidare tutti, persino la legge che vieta di tornare nelle case dell’area Fukushima Dai-chi, dichiarata off limits dopo che la radioattività ha iniziato a contaminare tutto il territorio. “Stiamo già dimenticando”, dice Matsumura, un uomo solido, di quella robusta costituzione propria dei contadini. “Il resto del paese sta andando avanti. Non vogliono pensare a noi”. Il municipio di Tomioka è stato spostato in un’area più sicura della zona di Fukushima. Lì vivono in alloggi provvisori anche molte altre persone e molte migliaia di sfollati sono sparsi in tutto il paese. Il paese di Matsumura è sigillato dietro una barriera della polizia che indica la zona ad altissimo rischio contagio, considerata troppo pericolosa per la vita umana. E anche se molti ufficiali si recano ogni giorno nella zona per controllare che nessuno faccia ritorno alle proprie case, Naoto Matsumura vive lì senza alcun problema, sconosciuto alle autorità. Lui dice di aver affrontato la polizia un paio di volte, ma - al contrario di quello che prevede la legge - non è stato né arrestato né multato. “Alcune persone sono rimaste”, dice l’uomo. “L’ultimo abitante mi ha lasciato qualche settimana fa e mi ha chiesto di prendermi cura dei suoi gatti". L’ufficiale Tomio Midorikawa ha dichiarato che l’ultimo abitante di Tomioka ha lasciato il paese proprio in concomitanza con la partenza dell’ultimo ospite di Matsumura, ai primi di agosto. Per sopravvivere Matsumura ricorre a due generatori che aziona di notte per approviggionarsi di acqua da un pozzo vicino. Mangia per lo più cibi in scatola, oppure cucina il pesce che pesca lui stesso nel fiume. Un paio di volte al mese si reca in una città vicina con il suo camioncino per rifornirsi di cibo e gas. Si prende cura degli animali rimasti tra cui Aki, che più che un cane assomiglia ad un vero e proprio lupo. “Un paio di volte sono andato a Tokyo per dire ai politici che era uno scandalo lasciare le mucche a marcire e trascurare le tombe dei propri familiari lasciate in paese. Ma loro mi hanno risposto dicendomi semplicemente che, prima di tutto, non dovevo essere lì”. Ad ogni modo anche Matsumura ha cercato di andar via da Tomioka. “Mi sono diretto a casa di una mia parente, credendo che sarei rimasto lì. Ma poi ho pensato che non mi avrebbe mai aperto la porta per paura del contagio. Quindi mi sono diretto verso un centro di evacuazione, ma era pieno. È stato sufficiente a farmi tornare sulla via di casa mia”. Lo tsunami e le sue conseguenze hanno provocato la morte di circa 21.000 persone. La quantità di cesio radioattivo rilasciato nell’area circostante è di 168 volte superiore a quelle di Hiroshima, il che rende l’11 marzo il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl. Un nome questo che incarna perfettamente i timori degli scenziati. Ancora oggi infatti l’area di Chernobyl è priva di vita umana. Inoltre la relazione tra tumori o altri problemi di salute e radiazioni nucleari è ben consolidata: “I contaminati ci saranno ancora per decenni”, spiega Timothy Mousseau, un biologo dell'Università della Carolina del Sud che ha studiato Chernobyl per più di un decennio ed è recentemente tornato da un viaggio di ricerca preliminare per Fukushima. Tuttavia i sindaci di altri paesi giapponesi colpiti dalle radiazioni chiedono che i dati raccolti dopo il disastro vengano utilizzati per fornire indicazioni più precise sulla reale entità della contaminazione, “anche perché milioni di yen sono stati spesi per misurare le radiazioni”. Il governo e la Tokyo Electric Power Co., società che gestisce la centrale di Fukushima, stanno facendo fronte alle perdite delle persone colpite dalla strage nucleare, rimborsandoli. Ad esempio proprio Matsumura ha detto di aver ricevuto 1 milione di yen (circa 7.150 euro), molto meno di quello che avrebbe guadagnato vendendo il suo riso e altri prodotti. “Ci sono ancora molte cose da fare prima di tornare nella nostra città”, ha detto Katsuya Endo, sindaco di Tomioka, “tra cui la decontaminazione e la ricostruzione del nostro sistema di fognature, strade e infrastrutture. Ma dobbiamo mantenere viva la nostra speranza e guardare avanti". Matsumura ora si paragona a quei soldati giapponesi che, anche dopo decine di anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, rifiutavano di arrendersi. “In un primo momento mi sembrava strano essere solo, ma sono deciso: voglio restare”, dice Matsumura. “Mi sto abituando a questa vita”. Appena ha visto cadere un po’ di pioggia, si è diretto alla sua risaia: ha estratto le radici di una pianta di riso dal terrenno, l’ha contorta tra le dita e poi l’ha gettata via sospirando. Niente raccolto quest’anno. O forse mai più.


domenica 4 settembre 2011

Un piccolo pensiero.

Se questa vita è bella, l’altra lo sarà ancora di più. Ma se pensi all’altra vita, se fai proiezioni sull’altra vita, se sogni un’altra vita, una vita dopo la morte, renderai questa vita così orribile, così malata che l’altra sarà ancora più abnorme. Primo suntra del Buddha

sabato 23 luglio 2011

domenica 10 luglio 2011

Ecologisti con la Volvo

Ecologisti con la Volvo

di Natalino Balasso

Lucia è una bella ragazza, ha gli occhi verdi e una faccia solare, come si dice. E solare lo è veramente, ama i campi di pannelli fotovoltaici, ammesso che si possa amare un campo di pannelli fotovoltaici. Ama l’energia del vento come si può leggere anche sull’adesivo posto nel vetro posteriore della sua bella Volvo. Lucia ama la semplicità e rispetta gli animali, usa insetticidi ecologici e mangia verdure biologiche. Non sapevo esistessero anche verdure non biologiche.

Lucia ama la campagna, anche se non ci ha mai lavorato, quando passa un week end nella casa della nonna, taglia due fette di salame, le appoggia su un tovagliolino di carta e le mangia con gusto. Poi estrae dalla borsetta una salvietta disinfettante e se la passa con cura sulle mani. Non prende mai il caffé dalla nonna, non ama il caffé della moka, è troppo abituata al suo ottimo espresso in cialde di plastica che beve in bicchierini di plastica mescolandolo con palettine di plastica. Tutto riciclabile, ovviamente. Lucia abita in un appartamento di classe A con un ottimo condizionatore d’aria e un climatizzatore elettrico con umidificatore per l’inverno.

Lucia ha una grande coscienza ecologica.

Quando aggrotta le sopracciglia ricorda la nonna. La nonna pone le fette di salame su un piattino, fa il caffé con la moka e lo beve nella tazzina di ceramica che poi lava. Lava la stessa tazzina e gli stessi piattini tre o quattro volte al giorno. Usa fazzoletti di stoffa che poi lava, usa canovacci di stoffa. La nonna non ha idea di cosa sia il riciclaggio. Il cancello del suo orto era in precedenza la rete del letto. La nonna è sempre andata in bicicletta, non ha la patente. La casa della nonna non è di classe A. Non ha impianto di riscaldamento né condizionatore.

La nonna non ha nessuna coscienza ecologica.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

venerdì 17 giugno 2011

Supermarket

Tutti sappiamo perché i prodotti in "offerta", nei supermercati, sono ad altezza spalla. Sono più facili da prendere e sono a portata d'occhio.
Quelli più convenienti, invece, sono solitamente per le terre, sono stivati nel più basso scaffale, sono scomodi da prendere e soprattutto, quando ti chini a prenderli ti senti come se stessi raccattando qualcosa per terra, cosa che fa vergognare molti di noi. Effettivamente trovare qualcosa per terra, abbandonata per strada e raccoglierla fa sentire molti di noi, me compreso un po' poveraccio (fortunato se trattasi di soldi).
Quindi, ricapitolando, le grandi distribuzioni ci prendono per sfaticati e soprattutto fanno leva sul comune senso di vergogna che proviamo quando raccattiamo qualcosa per terra.
Sono proprio dei ganzi e nel frattempo noi si compra quello che vogliono loro!

;-)

venerdì 10 giugno 2011

Rallentiamo!

Ho trovato questi suggerimenti per vivere l'esperienza del "Donwshifting" e le ho trovate interessanti e anche positive per noi, per chi vive con noi e per la nostra cara amata madre terra:
1) Fai un esame del tuo budget di tempo e del tuo budget finanziario.
2) Taglia una carta di credito (in senso letterale!) come gesto simbolico e liberatorio.
3) Dona qualche oggetto, giocattoli, vestiario ad un ente caritatevole, così sperimenti un comportamento di natura gratuita.
4) Fai un elenco dei tuoi acquisti settimanali e tagliane almeno 3 (non essenziali).
5) Pianta qualcosa in giardino, coltivalo, innaffialo e poi mangialo, per imparare che non tutto il cibo si deve acquistare.
6) Cucina un pranzo utilizzando ingredienti di stagione, locali e preferibilmente organici.
7) Goditi la grandissima gioia di allevare qualche gallina (non in batteria).
8) Realizza con le tue mani qualche biglietto o cartoncino per le prossime feste in calendario.
9) Stasera (non domani, stasera!) spegni la televisione, accendi la radio e fai qualche gioco in famiglia o una bella chiacchierata.
10) Programma una mezza giornata lontana dal lavoro da trascorrere con qualcuno a cui vuoi bene.

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sabato 4 giugno 2011

Vendetta!

Progettare vendetta, architettare, ricordare, ragionar vendetta.
Inutile spreco di energie, logorante per l'anima, pesante per il corpo.

Perdonare, perdonarsi, accettarsi, accettare.
Alleggerisce, rilassa, eleva l'anima.
Buona vita a tutti.
Buona vita a chi riuscirà a perdonare.

martedì 10 maggio 2011

giovedì 10 febbraio 2011

Muffin al cacao glutne free.

Questa è una delle tante ricette per il Muffin al cioccolato.
Tuttavia questo è senza glutine. Mia moglie è una celiaca onnivora e io cerco di impegnarmi per preparare cose gustose, senza glutine e possibilmente vegane. Questa vota ho messo assieme un paio di ricette. Una l’ho trovata su Veganblog.it ed è una ricetta di Kia, l’altra l’ho presa in prestito dal blog di Semplicemente Vera.
In questa ricetta indicherò anche la marca dei prodotti per venire incontro ai nostri amici Celiaci e anche un po’ Vegani. Intanto qui sotto potete vedere l’impasto con tutti gli ingredienti in secondo piano.

Ingredienti per 4 muffins:
10 gr. di farina gluten free della DS
40 gr. di farina auto lievitante della Orgran
35 gr. di fecola di patate della Crastan (si trova anche all’Esselunga)
30 gr. di amido di mais della Trapunzel
1 cucchiaio da minestra di lievito della Easyglut
50 gr. di zucchero bianco
30 gr. di cacao amaro in polvere bio dell’Esselunga
4 quadretti di cioccolato amaro della Coop
30 gr. di olio di mais
100 gr di latte di soia della Probios
Margarina vegetale della Fidel (Esselunga)

Procedimento:

Ho iniziato “imburrando” con la margarina vegetale i pirottini di acciaio che ho subito dopo infarinato con un po’ di farina gluten free.
Ho unito e ben amalgamato tutti gli ingredienti solidi (tranne i dadi il cioccolato) in una terrina per poi aggiungere l’olio e piano, piano il latte di soia fino al raggiungimento della giusta consistenza, mescolando il tutto con un bel cucchiaione. Quando l’impasto aveva la fluidità ed il colore della Nutella lasciata al sole l’ho versato per metà terrina. Ho aggiunto il dado di cioccolata fondente e ho continuato a riempire i pirottini ancora per un po’ (come da foto):


Il forno già mi aspettava con i suoi 180° e quindi li ho subito infornati per 15 minuti, memore di quello che mi dice sempre la mamma:
“Quando metti il lievito devi subito infornare, altrimenti l’impasto comincia a lievitare prima che arrivi nel forno”
Ed ecco il risultato dentro il forno:

… e fuori dal forno:

Ed ecco la sorpresa del cuore di cioccolata:

Diciamo che potrebbe essere una gustosissima ricetta per un dolcissimo San Valentino.
Buona vita a tutti voi!
Grazie

martedì 1 febbraio 2011

Una sorpresa a sorpresa... brodo!


Salve, vi scrivo per segnalarvi un curioso tentativo pubblicitario di una famosa ditta di "brodi". Mi sono ritrovato, attaccato alla maniglia della mia porta, una colorata bustina di carta (almeno questo ecologicamente corretto) con all'interno un brik con un importante "novità" alimentare. Un fantastico 3/4 di litro di brodo di carne, eccezionale, comodissimo e, forse, buonissimo era li tutto per me. Ma adesso cosa me ne faccio?
I signori pubblicitari hanno dato per scontato che tutti a questo mondo possono o vogliano mangiare il loro brodo.
Ma io non sono tutti io e mia moglie siamo abituati a scegliere e trovarsi un brick di brodo fuori dalla porta non è scegliere. Chissà a quanti portoni "sfitti" hanno appeso il simpatico fardello, chissà a quanti portoni di altrettanti amanti del classico brodino casalingo o a quanti portoni di vegetariani o vegani (come nel mio caso) hanno fatto questo "regalo". Allora ripeto, cosa me ne faccio di questo brikke? (da pronunciare alla fiorentina)

Con affetto, buona vita a tutti i Voi
Gianni.

mercoledì 19 gennaio 2011

Carnevalata di Verdure

Oggi è un giorno di ferie, la moglie è a lavoro e quindi ci si arrangia ai fornelli!

Ingredienti (per una persona affamata):
70gr di bocconcini di soia disitratati
1 carota
2 gambi di sedano
1 zucchina
4 cipollotti freschi
100gr di panna di soia
sale integrale
noce moscata
1/2 dado vegetale

Procedimento:
Inizio con cuocere i bocconcini di soia in una parte e mezzo di acqua con il mezzo dado vegetale, giusto per fare il brodino, chi a tempo può preparare anche il brodo vegetale con le verdure senza l’uso del dado. Nel frattempo ho “fatto a pezzi” la verdura e comincio a imbiondire le cipolline fresche in un filo d’olio, come dice mio moglie con l’olio faccio sempre a “miccino”… non ne uso tanto. Appena cominciano a rilasciare il buon profumo di cipolla soffritta, possiamo aggiungere le altre verdure e un po d’acqua sino a coprire. Mescoliamo e chiudiamo la padella con un coperchio. Nel frattempo occhio ai bocconcini, i miei si stavano attaccando! ;-)
Quando l’acqua delle verdure si sarà quasi assorbita, sono sicure che i bocconcini di soia avranno fatto il loro dovere e si saranno quasi attaccati. Aggiungeteli alle verdure che ne frattempo avranno ultimato la cottura (l’acqua sarà quasi tutta evaporata… quasi). Assieme ai bocconcini aggiungete la panna di soia, il sale a piacere e la noce moscata, rimestate il tutto e servite caldi, caldi.

Evviva il carnevale.
Buona vita a tutti Voi!



venerdì 14 gennaio 2011

Polpettine di Quinoa al Pesce scappato

Ingredienti per una trentina di Polpettine.

- Mezzo bicchiere di Quinoa;
- Mezzo foglio di alga Nori;
- Una Carota;
- Farina di grano Saraceno quanto basta;
- Sale quanto basta;
- Pangrattato quanto basta;
- Olio EVO

Nella tradizionale cucina fiorentina, uno dei sughi migliori e quello che si chiama "sugo al coniglio scappato" dove tutto c'è tranne il coniglio. Queste polppettine con l'alga Nori hanno tutto il sapore del mare lasciando in pace i sui inquilini.
Per prima cosa si abbrustolisce l'alga Nori sul fornello fino a che non diventa cangiante e la sbricioliamo.
In una pentola d'acciaio (l'acciaio non è necessario anche se lo preferisco) iniziamo a cuocere la Quinoa con due parti d'acqua assieme alla carota tagliata a julienne, l'alga Nori e un granello di sale, giusto per bilanciare la cottura (regola macrobiotica).
Mano a mano che cuoce aggiungere la farina di Grano Saraceno per aumentare la densità dell'impasto; appena l'acqua si sarà assorbita aggiungiamo il sale e l'impasto per le polpettine sarà pronto.
A questo punto conviene lasciar riposare il tutto in frigo per una notte o anche meno, se avete fame.
Appena l'impasto si sarà addensato possiamo lavorarlo. Facciamo delle palline e le impaniamo nel pangrattato con un leggero filo d'olio, dopo di che possiamo cuocerle in forno a 200 gradi per circa 30 minuti.
Per servirle ho scelto una decorazione di carote con foglie di radicchio rosso.




A presto e buona vita a tutti,
Gianni
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