domenica 26 luglio 2009

L'Abitudine

L’abitudine è la più infame delle malattie
perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia,
qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Per abitudine si vive accanto a persone odiose,
si impara a portar le catene, a subir ingiustizie,
a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
L’abitudine è il più spietato dei veleni
perché entra in noi lentamente, silenziosamente,
cresce a poco a poco
nutrendosi della nostra inconsapevolezza
e quando scopriamo di averla addosso
ogni fibra di noi s’è adeguata,
ogni gesto s’è condizionato,
non esiste più medicina che possa guarirci.

(Oriana Fallaci)

4 commenti:

  1. Bellissima. Quant'è vero! Quand'è che l'umanità ha rinunciato alla fantasia?

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  2. Ciao, grazie tantissimo per il tuo commento.
    Non saprei quando abbiamo rinunciato alla fantasia. Sicuramente nel momento stesso che smettiamo di osservare la nostra anima e ci concentriamo verso l'esterno accettando i nostri "giocattoli" (automobili, computer, telefonini...) come estensioni del nostro Io allora sì, smettiamo di sognare e di fantasticare.
    Un abbraccio.

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  3. E' vero, le cose che possediamo ci danno un senso di sicurezza illusorio, servono a colmare il nostro vuoto. Ne so qualcosa. Anche le persone, si cerca di possedere anche le persone. Ci si aggrappa a qualcuno per non sentirsi soli.
    Perché dentro non c'è luce e si ha paura a guardarci.

    Voglio leggere questo blog. Un po' alla volta.

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  4. Grazie per il tuo nuovo commento e ancora grazie per avere aggiunto le Persone alla nostra lista dei "Giocattoli".

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