sabato 18 aprile 2009

Vittime o creatori della nostra realtà? I pensieri e le credenze plasmano il flusso degli eventi.

Questo post è gentilmente concesso da Lara Belpassi, curatrice del blog: http://www.striscialabellanotizia.com/


Perché molte persone sono interessate alla fisica dei quanti? Il motivo è semplice, essa apre un varco ad uno strano connubio scienza-mistica; ma non solo, getta uno sguardo nuovo sulla visione della vita. Non siamo più solo vittime di un destino ineluttabile ma diveniamo attori della nostra esistenza. Quando parliamo di osservazione trattiamo anche il modo con cui la coscienza agisce nell’universo, proprio come nell’esperimento della doppia fenditura (vedi video sottostante), l’osservazione modifica lo status quo dell’elettrone. Poiché ogni osservazione della realtà non è mai oggettiva, ma è sempre filtrata da convinzioni o modelli mentali che plasmano il mondo in cui viviamo, possiamo, a questo punto, introdurre il concetto di credenza. Secondo Gregg Braden “una credenza rappresenta un “programma” che crea schemi nella realtà”. Ad esempio, un cane può rappresentare, per alcuni soggetti, un essere amabile ma per altri individui esso è solo la fonte di paure o fobie. Geoff Heath, ex-decano dei lettori in counseling e relazioni umane preso l’Università di Derby in Inghilterra asserisce che “siamo ciò che giungiamo a credere di essere. Cambiare le nostre convinzioni significa cambiare le nostre identità…” Sicuramente per “ri-programmarci” e cancellare i nostri vecchi schemi dobbiamo avere un motivo valido che realizzi un modello di identificazione diverso da quello del passato.

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